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Nicodemo 57 anni:

PERCHÈ HAI MESSO LA BANDIERA
Principalmente perchè è un simbolo e quindi che trasmettesse anche all'esterno e alle persone che non riesco a raggiungere o con cui non riesco a parlare un mio messaggio personale verso gli eventi mondiali. In questo modo comunicavo con gli altri una mia idea su ciò che stava succedendo. Principalmente era questo. Non a caso penso di essere stato uno dei primi in Via Degli Orti ad aver esposto la bandiera, quindi... ma, con questo non è che mi attacco la medaglia insomma....
E GLI ALTRI, NON SO PER ESEMPIO I SUOI VICINI DI CASA, HANNO REAGITO IN QUALCHE MODO, CIOE' LE HANNO DETTO QUALCOSA, NE AVETE PARLATO, ANCHE DOPO AVERLA MESSA FUORI?
No, ho visto spuntare poi successivamente tutte le altre bandiere, sia nel condominio, in questo come in quell'altro che è un unico supercondominio, e questo mi ha fatto molto piacere. Pero' non abbiamo mai, non ci siamomai, comedire, confrontati con gli altri che hanno esposto le bandiere anche se ci vediamo nel senso che abbiamo anche addirittura i balconi prospicienti per cui comunichiamo quasi con gli occhi, con i gesti fondamentalmente, anche perchè fà piacere ritrovarsi poi con dei valori comuni e condivisi anche da altri.

INVECE, PERSONE CHE NON L'HANNO MESSA FUORI E CHE HANNO DETTO QUALCOSA?
No, anche nello stesso condominio che sappiamo, almeno io personalmente, la discussione che faccio anche nei vari condomini,
si può capire una tendenza tra virgolette politica, però diciamo, che c'è un profondo rispetto almeno, per le idee sia di coloro che hanno esposto la bandiera sia di coloro che non l'hanno esposta , quindi niente di strano. Anzi, come avete visto probabilmente, sulla porta di casa io ho anche lo stendardino per la pace, che forse l'ho messo anche con delle intenzioni per provocare , una qualche reazione di coloro che invece nulla, per cui non so distinguere se è un'accettazione acritica e quindi un non voler confrontarsi oppure invece è un rispetto della posizione, quindi il giudizio, ecco, è diviso su questi due fronti non avendo la possibilità di confrontarsi.
CHE TIPO DI SENTIMENTI PROVA INVECE NEI CONFRONTI DI COLORO CHE HANNO DECISO DI FARE QUESTA GUERRA?
La ritengo ingiusta comunque, è una guerra sbagliata fin dall'inizio, perchè non considero la guerra, parlando come Von Klauseviz, come un prolungamento della politica con altri strumenti. per me non è più così. Probabilmente qualche anno fa ero ancora su queste posizioni, però, non lo sono più: non considero più lo strumento come un arma della politica e quindi è sbagliato come modalità, come modo di risolvere i conflitti. Quindi per me è comunque sbagliato, sia che la faccia Bush, sia che la facci qualcun altro al mondo: non vedrei oggi chi potrebbe dichiararla , ma insomma, è comunque sbagliato.
MA QUINDI LEI HA CAMBIATO IDEA SU QUESTO PUNTO, HA DETTO, CIOE' QUESTA GUERRA SECONDO LEI HA FATTO FARE UN PASSAGGIO DI QUALITA'?
Sì, ci sono, almeno a mio avviso, ci sono parecchie implicazioni. Un'implicazione è quella.......Mollte implicazioni perchè son tante le questioni che questa guerra qui ha posto sul tappeto. La prima questione che salta agli occhi è quella della unilateralità dell'intervento, quindi.... La seconda è che ha messo in crisi in qualunque tipo di organizzazione a carattere mondiale e questo crea dei problemi per quanto riguarda il futuro del mondo, è questo il problema principale, non ci sono potenze, ammesso che oggi possa essere concepito in termini di potenza il futuro del mondo, che possano contrapporsi allo strapotere americano, nel bene o nel male, insomma, di questo strapotere. Ma questo non in termini semplicemente di guerra o di distruzione ma anche in termini di sviluppo inteso come sviluppo del genere umano tra virgolette e quindi con una possibilità di concepire un mondo sul modello americano. Cioè a dire se pensiamo che sette miliardi di persone possano avere la stessa concezione di sviluppo che hanno gli americani, il mondo probabilmente non proseguirebbe più di tre giorni insomma, quindi, nel senso che..... E le altre implicazioni che ha creato sono le implicazioni sull'Europa cioè sempre di più vista in termini positivi sorge la necessità di un soggetto europeo che a carattere mondiale abbia una propria identità, un proprio pensiero e che sappia mettere sul bilancio del futuro governo mondiale tutta la propria storia insomma, anche se in termini di guerra non è che possa poi......ma che almeno ci sia anche questo soggetto che tutto sommato poi è un soggetto che per la storia, la tradizione , per tante altre cose, può insegnare sicuramente agli ultimi arrivati come si fa a guidare un mondo.
QUINDI IMPLICITAMENTE FORSE CI HA GIA' RISPOSTO, MA, SE LEI AVESSE UNA BACCHETTA MAGICA, ANCHE SE CON LA POLITICA LA MAGIA NON C'ENTRA NULLA, PER ELIMINARE LA GUERRA, DICIAMO, DAL MONDO SECONDO LEI CHE COSA SAREBBE UTILE FARE?
Insomma, non sarebbe male. Mah, innanzitutto incomincerei a guardare un pò meglio a quelli che possono essere gli equilibri mondiali: non significa nè fermare qualcuno nello sviluppo nè tanto meno lasciare andare sempre di più i paesi cosiddetti del terzo e del quarto mondo. Quello che si potrebbe fare è, a partire da alcuni, come dire, fondamentali che sono la libertà e la democrazia ma non quelle di Berlusconi e di Bush, insomma la libertà e la democrazia come valori fondanti e basati sul rispetto delle persone umane principalmente ma anche sul rispetto dell'ecoambiente, sull'ecologia, ovviamente: su queste cose qui mi baserei; e incomincerei comunque a dare o a improntare una politica di, come dire, di sviluppo per quei paesi sottosviluppati che fosse diversa dagli interessi economici oggi dominanti che sono fondamentalmente le armi, cioè la vendita delle armi, che sono fondamentalmente legati alla mancanza di informazioni e anche se ci sono dei bisogni primari da soddisfare tipo la fame nel mondo e quant'altro. Quindi, però tutto in un'ottica di collaborazione e finalizzata ripeto non certo ad arricchire delle persone ma a fare avanzare completamente interi paesi. E' molto generico.....
SI, SI', A LIVELLO INSOMMA DI MACROCOSMO....DI MACROSISTEMA.....
Esatto.
SECONDO LEI, PERO', LA PACE E' SOLTANTO UN QUALCOSA CHE HA A CHE FARE CON TUTTI QUESTI RAPPORTI INTERNAZIONALI CON LO STATO DEL MONDO IN GENERALE O E' ANCHE QUALCOSA DI MOLTO PIU' CONCRETO CHE MAGARI PUO' ANCHE MOSTRARSI IN PICCOLI GESTI QUOTIDIANI?
Ma la pace può mostrarsi.... penso che sia una questione concreta. Non a caso oggi sentivo al telegiornale che esistono già dei corsi universitari per la costruzione della pace, non so se avete sentito, corsi di Scienze politiche, mi pare, all'università sulla costruzione della pace che è un processo anche differente: sono dei primi passi. Gesti concreti di tutti i giorni eh... bah... non... sicuramente questo del rispetto per gli altri in tutto e per tutto, che non vuol dire subire poi quelle che sono la forza bruta che sia fisica o diversa, ma che significa la ricerca di un rapporto con le persone basata sul confronto, basata sulle parole, sulla comunicazione , sul concetto di democrazia, questo è..... Finalizzarla in termini concreti, non saprei come fare, non ho la bacchetta magica! Cioè in questo caso qui non ho detto per dirle questo valore come puoi concretizzarlo. Ancora non mi sono ritrovato a pensare su queste cose.
INVECE SECONDO LEI IL FATTO DI METTERE LE BANDIERE DELLA PACE APPESE NEI BALCONI, HA PRODOTTO QUALCHE RISULTATO?
Sì, sicuramente, sicuramente ha prodotto dei risultati. Anche perchè
secondo me ci si è ritrovati e questo è già un primo risultato non indifferente. Il fatto di sapere e di manifestare, tramite l'esposizione della bandiera all'esterno, di condividere dei valori con degli altri, e di poterlo anche dire, è già un grosso risultato. E questo potrebbe anche essere un significato di solitudine politica tra virgolette, politica nel vero senso della parola, almeno di aver superato la soglia della propria solitudine, di vivere gli eventi mondiali non più da soli, ma quantomeno con gli altri. L'altra cosa sono dei messaggi comunque che qusto stato di cose non ti vanno più bene e quindi in un certo qual modo lo vuoi manifestare e lo manifesti con quello che...probabilmente è anche una questione di moda,no? perche poi la bandiera multicolore non è che sia nata con questa ultima guerra, è un simbolo che è già da tanto tempo che esiste, però nello stesso tempo, ripeto, ha la valenza di dimostrare quello che dicevo prima. La domanda, scusi, qual'era?
ERA APPUNTO SE, INSOMMA IL FATTO DI METTERE FUORI LA BANDIERA HA PRODOTTO QUALCHE RISULTATO, NE HA GIA' DETTI DUE...
Sì, l'altro risultato è che ha spostato, secondo me, notevolmente, quello che si poteva pensare degli italiani. Cioè non sono d'accordo che dicendo che tutti quelli che non hanno esposto la bandiera non siano per la pace, non è così. Non penso che sia così. Però ha spostato notevolmente anche la concezione e il modo di pensare di queste persone. Non a caso si è arrivati, almeno secondo i sondaggi all'89% sul popolo italiano che era contro la guerra, quindi vuol dire che, in un certo senso, non si era così dall'inizio, non sia stato così per le altre guerre per cui vuol dire che c'è stata un qualche cosa che ha fatto scattare. Sicuramente c'è stata anche una maturazione dovuta a mio avviso al movimento di globalizzazione, cioè a dire da Seattle in poi è nato un nuova coscienza mondiale anche se ancora molto grezza, molto.... e poi vabbè i fatti che si sono succeduti anche in Italia stessa, prima a Napoli, poi a Genova e poi quant'altro comunque... poi l'ultima manifestazione mondiale di 110 milioni, 115 milioni di persone, beh, insomma, non sono poca cosa rispetto a prima che era abbastanza isolato come movimento quando è nato. L'altra questione che ritengo principale è che sia un movimento trasversale cioè non è che si possa essere etichettato politicamente o socialmente cioè non ci sono classi particolari che abbiano manifestato questo tipo di interesse, nè tanto meno cultura, religione o quant'altro, cioè a dire trasversale da tutti i punti di vista: ci sono i cattolici, gli agnostici, ci sono i ricchi, i poveri, ci sono gli emarginati come ci sono gli integrati, gli extracomunitari come gli abitanti della città insomma, qundi queste sono delle cose nuove rispetto a prima su cui probabilmente ancora dovremo capire cosa farne.....in un senso utilitaristico abbastanza brutale però per uno che come me pensa di potere, in modo molto molto marginale, cambiare qualche cosa, probabilmente bisognerà pensarci.
LE FACCIO UNA DOMANDA DIVERSA: LEI RIESCE AD IMMAGINARSI NON SO IN UN ALTRO TEMPO, IN UN ALTRO SPAZIO AL POSTO DI UNO DI QUEI SOLDATI AMERICANI CHE E' PARTITO PER LA GUERRA, CIOE' LEI POTREBBE TROVARSI AL SUO POSTO, SECONDO LEI? IN ALTRE CONDIZIONI?
No.
E PERCHE' NO?
Perchè mi rifiuterei di farlo.
E INVECE AL POSTO DI UN TERRORISTA?
Nenache. Non concepisco la violenza come possibile arma nè di portare la libertà e la democrazia come è stato detto nè tanto meno di contrastare politicamente o...cosa c'è? Non sei d'accordo?
Moglie : così neghi la resistenza....
No, no non è un negare la resistenza. Quello è stato un atto se vuoi tra virgolette , ma violento ..... cioè non avresti fatto il partigiano , questo mi vuoi dire ? Io penso di si ...... allora .... cioè son solo punti di vista , punti di vista .....
No,no la domanda era un'altra, la domanda era un'altra, perchè io non posso mettere sullo stesso piano un terrorista con il partigiano: son due cose diverse.
E QUANDO PARLAVA DEL TERRORISTA, A COSA PENSAVA?
Per terrorista intendevo il terrorismo la forma in cui si è manifestato l'11 di settembre, oppure la forma delle brigate rosse, è quello il terrorismo che intendo, non certo la resistenza.
Moglie:no siccome tu hai parlato di violenza, allora con violenza bisogna un pò stare attento a quel che dici perchè ci son degli atti che possono essere violenti però alcuni non li condividono, questo pensavo, solo questo volevo dire.
Sì, c'era anche questa contraddizione.
DIRE SONO UN NON VIOLENTO IN REALTA' NON E' SEMPRE VERO. LA DOMANDA MI SEMBRA PIU' CHE SE UNO E' DISPONIBILE AD USARE LA VIOLENZA OPPURE NO, SE VEDE DELLE GROSSE DIFFERENZE A LIVELLO UMANO CON DELLE PERSONE CHE FANNO QUESTO TIPO DI GESTI, CIOE' SE E' UN CONDIZIONAMENTO CULTURALE OPPURE NO , OPPURE LEI E' APPUNTO IN UNA CONDIZIONE DIVERSA DI POTERLE VEDERE ANCHE IN QUELLA POSIZIONE, CIOE', CHE DIFFERENZA C'E' TRA LEI E UN TERRORISTA E TRA LEI E UN MILITARE CHE BOMBARDA, DAL PUNTO DI VISTA UMANO?
Mah, è una domanda molto......bisogna pensarci, insomma. Così a caldo le potrei dire che sicuramente è un fatto sovrastrutturale come si diceva una volta cioè per educazione, che sicuramente deriva da un credo all'inizio cioè a dire qualcuno, un militare crede nella missione che ha da compiere come un brigatista rosso ha una fede da portare avanti da far vedere eccetera eccetera. Potrei trovarmi in quelle condizioni? No, non penso, nè nell'una nè nell'altra situazione perchè penso di essere una persona abbastanza riflessiva anche come, sia come educazione familiare che come poi successivamente culturale per cui che mette quasi sempre in discussione ciò che fà e quindi risulterebbe un pò difficile trovarmi sia nell'uno che nell'altro caso.
LE FACCIO UN'ALTRA DOMANDA: INVECE QUALI SONO LE SUE ESPERIENZE SULLA GUERRA QUINDI AL DI LA' DI QUELLO CHE SI VEDE NEI MEDIA, ESPERIENZE DIRETTE O RACCONTATE SULLA GUERRA?
Le mie esperienze nessuna nel senso che non mi sono mai trovato in una posizione di questo tipo a parte quella di viverla non so per televisione oppure di leggerla sui romanzi o sulle riviste.
NO, NO DICEVO ANCHE PER ESPERIENZE RACCONTATE
Le esperienze raccontate sono quelle che mi raccontava mio nonno quand'ero ragazzo, della guerra del '15-'18 che lui aveva fatto, sugli alpini, oppure quella di mio padre, o dei miei zii o del fatto che la mia famiglia sia andata durante i bombardamenti via da casa, dalla città e quindi che abbia vissuto fuori e quindi il disagio, l'incontro con gli stessi tedeschi che non tutti poi i tedeschi erano nazisti quindi ci sono anche quei tedeschi che, almeno da quello che mi dice mia madre insomma, mi diceva mia madre, non si comportarono tutti male, e qualcuno poi alla fine era anche umano tra virgolette. Io ho l'esperienza che comunque è una cosa brutta, è una cosa che segna per tutta la vita ad esempio era difficile, anche parlando con le mie sorelle che son più vecchie di me, che loro dimentichino questo tipo di esperienza che hanno vissuto quando sono state sfollate, questo è molto difficile, nel senso che se lo ricordano l'incontro con i tedeschi, il passaggio dei tedeschi che si ritiravano eccetera eccetera, si ricordano perfettamente ciò che era successo e quindi che li ha segnati abbastanza. Io son nato dopo, quindi non ho di questi ricordi.
PERO' QUESTI RACCONTI, SECONDO LEI, HANNO UN PESO PER QUELLA CHE E' LA SUA IDEA, LA SUA SENSIBILITA' ANCHE NEI CONFRONTI DI GUERRE DIVERSE OPPURE SONO DUE COSE DIVERSE?
No, no, no cioè hanno avuto un peso sicuramente nella formazione poi della mia idea e della mia cultura successiva, sicuramente, certo, hanno contato. Quando parlavo appunto di educazione familiare intendevo anche dire questo, cioè a dire che poi si è discusso anche di, si discuteva almeno di queste cose, oltre al racconto, si cercava anche di trasmettere questi orrori insomma, anche se qualche racconto aveva anche un pò, era un pò anche, come dire, abbastanza divertente perchè si tendeva a illustrarlo in un modo particolare. Faccio un esempio: io son di Reggio Calabria e mio padre mi raccontava che quando gli americani hanno incominciato a bombardare la Calabria cioè a dire quelli che avevano prima in parte sbarcato in Sicilia, lui si mise sopra il monte calabrese e si vedeva gli aerei che arrivavano a bombardare cioè, mi sembra un pò strano che una persona di, come dire aveva già 37-38 anni, si mettesse lì all'esterno senza nessuna paura a guardare gli aerei arrivare a bombardare. Ecco, c'erano anche di questi racconti in mezzo insomma.
UN'ALTRA DOMANDA CHE LE VOLEVAMO FARE RISPETTO AD UNO DEI TEMI CHE E' ASSOCIATO A QUESTA GUERRA IN IRAQ E A QUELLO DEL TERRORISMO, ALLA LOTTA AL TERRORISMO: LEI, IL TERRORISMO LO SENTE COME UN RISCHIO CHE LA RIGUARDA DIRETTAMENTE COME PERICOLO REALE?
Sì, ma non che questa guerra l'abbia ridotto il rischio anzi secondo me lo ha aumentato, lo sento sì, non certo con molta ansia, però lo sento.

E SECONDO LEI, LA GUERRA NEL CASO DI UN ATTACCO TERRORISTICO O COMUNQUE DEL RISCHIO DELL'OFFESA, DI ESSERE OGGETTO DI UN ATTACCO, LA GUERRA POTREBBE ESSERE UNO STRUMENTO DI DIFESA LEGITTIMO?
No, no
COME C'E' SCRITTO NELLA COSTITUZIONE.....
Eh, eh, nel secondo verso dell'articolo 11.... No, non penso, non penso: non mi vedo imbracciare un mitra e sparare a un terrorista, cioè non vedo proprio l'immagine.
MOGLIE: La guerra è uno stato contro un altro stato, non c'è uno stato terrorista...
Mah, questo... La guerra non terroristica era così...la guerra terroristica non ha nè territorio..[ ....]
.... e veramente ci ho già pensato se toglierla o no e sul significato di lasciarla, veramente non ne ho ancora parlato neanche con mia moglie insomma...
MOGLIE: non vedo perchè toglierla!
.... e non sono convinto di toglierla anche per quello che dicevo prima: al di là della mia attività pubblica politica che mi va di comunicare ancora questo stato di cose indipendentemente dal fatto che ci sia in corso una guerra o meno; secondo me è un valore che va ribadito continuamente e anche costruito poi continuamente, per cui non penso di toglierla così nell'immediato fin quando non sarà più visibile, i colori non saranno sbiaditi...
MOGLIE: Ce ne abbiamo di ricambio....
...ce ne abbiamo di ricambio: ne abbiamo altre due o tre in casa, e quindi...infatti ci avevo pensato se... qual'era il significato adesso che era finita ed era questo che le volevo dire cioè a dire continuare comunque a comunicare questo stato nostro perchè poi non sto parlando anche a livello personale ma in parte, lo condivide anche la famiglia.
MOGLIE: No, ma infatti lo condividiamo tutti.
L'AVETE DECISO ASSIEME?
Sì l'abbiamo anche fatto assieme.
MOGLIE: Anche il figlio.
Tutti e tre
MOGLIE: Lui ne ha due, infatti lui in camera ce ne ha voluto una sua, quindi ce n'è una anche appesa in camera, però è un valore che va al di là di questa guerra. Questa non sarà, non è stata la prima e non sarà neanche l'ultima, purtroppo, quindi è un segnale...ma son dei guerrafondai, dài...
SECONDO VOI C'E' UNA DOMANDA IMPORTANTE O PIU' D'UNA CHE NON VI ABBIAMO FATTO A CUI VORRESTE RISPONDERE, C'E' QUALCOS'ALTRO SECONDO VOI CHE ANDREBBE AGGIUNTO?
A queste domande che mi avete fatto? emh...no.